CGIL non firma l’accordo sulla riforma dei contratti
Pubblicato da: Francesco Di Cataldo
Ieri è stato firmato l’accordo tra il governo e tutte le sigle sindacali principali tranne il sindacato dei lavoratori comunista
CGIL guidato da Epifani.
La CGIL non ha voluto firmare l’accordo per la riforma dei contratti di lavoro poichè, a detta di Epifani, tale riforma non compenserebbe il reale andamento dell’inflazione. Tutte le altre sigle sindacali formate da CISL, UIL, UGL, ma anche la confindustria capitanata da Marciagaglia, hanno firmato l’accordo seguendo così l’appello del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri Letta che invitava le parti a prendere atto della crisi.
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Dalle parti sociali giudizi altalenanti sul decreto
Pubblicato da: Giuseppe Aymerich
È tiepido il commento del
segretario generale di Confindustria Emma Marcegaglia sul complesso dei provvedimenti varati la settimana scorsa dal Governo col famoso decreto anti-crisi. Secondo l’imprenditrice, la direzione imboccata è certamente quella giusta, ma tuttavia occorreva fare di più e di meglio, soprattutto in chiave strutturale.
La Marcegaglia apprezza le aperture sulla deducibilità dell’IRAP e il potenziamento della detassazione dei premi sulla produttività, ma si aspetta molto di più in altri settori, a partire dall’energia. Per la rappresentante degli industriali, l’Italia dovrebbe accelerare il suo ritorno al nucleare (“Un’opzione voluta ormai da metà degli italiani”), al fine di ridurre la dipendenza dall’estero e i costi complessivi dell’approvvigionamento energetico.
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Statali, la CGIL verso lo sciopero generale
Pubblicato da: Giuseppe Aymerich
Dopo una vertenza ormai in corso da quasi tre anni, sembra ormai vicina la firma delle parti sociali per il rinnovo del contratto collettivo dei dipendenti statali. Ma se la bozza del nuovo contratto sembra aver ormai messo d’accordo da un lato l’ARAN (
l’ente governativo che sovrintende alla contrattazione collettiva per i dipendenti pubblici) e dall’altro la maggioranza delle sigle sindacali (CISL, UIL, UGL e sigle minori), resta il “no” deciso della
CGIL.
Guglielmo Epifani ritiene irricevibili le proposte del Governo e si dichiara molto deluso dall’approvazione dichiarata dagli altri sindacati.
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