Elezioni 2013: Monti contro Berlusconi sull’economia internazionale

di Ranieri Commenta

Il contrasto tra Monti e Berlusconi diventa ogni giorno più aspro. A cinque settimane dalla chiusura della campagna elettorale sembra che già si sia entrati nella fase più calda, cosa che per altro pochi si aspettavano così presto. Fatto sta che il contrasto tra Monti e Berlusconi – ma il premier dimissionario non si lascia sfuggire l’occasione di ironizzare anche sull’operato della Lega (Alleanza Lega – Pdl: elezioni 2013) – sale quotidianamente sia nei toni che nei contenuti. E si aggiunge a Lo Scontro Monti – Pd.

La credibilità dell’Italia all’estero secondo Monti e Berlusconi

Ieri ad esempio il terreno di confronto tra Monti e Berlusconi è stata la credibilità dell’Italia all’estero e quanto i rispettivi governi abbiano fatto in periodi diversi per consolidare la figura dell’Italia nel mondo. Il primo elemento da analizzare è la cornice scelta da Monti per parlare di esportazioni ed economia internazionale: Monti parla dall’Ice (Istituto di Commercio Estero) e rivendica quanto di buono fatto dal suo governo e dai suoi ministri in soli 13 mesi di incarico. Il punto forte di Monti sta tutto qui, nella sua capacità di recuperare in tempi brevi gli effetti negativi del governo Berlusconi. I dati sciorinati dal Professore sottolineano che negli ultimi dieci anni l’Italia ha perso il 30% della quota di commercio mondiale, ma evidenziano anche che i suoi soli 13 mesi di governo hanno già invertito la rotta.

Monti e Berlusconi parlano due lingue diverse

La risposta del cavaliere non si è lasciata attendere e, come d’abitudine, ha alzato i toni attaccando Monti e il rigore voluto dal professore. Ma, in questa sede, a noi interessa comprendere anzitutto un’altra cosa su cui sarebbe utile riflettere: se Monti ha giocato la partita sul tavolo estero (forte dell’appoggio internazionale in base al quale alle Elezioni 2013: il Ppe vuole Monti), Berlusconi l’ha riportata sull’economia italiana, se il Professore ha attaccato il Pdl per la debolezza accumulata dall’Italia nel commercio mondiale durante gli anni in cui Berlusconi era al potere, il cavaliere, al contrario, ha cercato di far passare le misure del governo Monti come ulteriormente depressive nei confronti di un’economia italiana già di per sé in crisi.

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