Elezioni 2013: il Ppe vuole Monti

di Ranieri Commenta

Il Ppe sta con Monti, non con Berlusconi. Le affermazioni sono di Joseph Daul, francese, presidente degli eurodeputati del Pdl che ieri, a margine di una conferenza stampa a Strasburgo ha dichiarato senza possibilità di fraintendimenti che il candidato del Ppe alle elezioni in Italia è Mario Monti (Ecco il simbolo della lista Monti al Senato “Scelta civica con Monti per l’Italia”). E ha ribadito la scarsa fiducia nei confronti del cavaliere annoverando tra le sue colpe la tendenza demagogica e antieuropea nonché il ruolo chiave nel crollo del governo Monti.

Il Ppe è contro Berlusconi ?

Facciamo il punto della situazione: in primo luogo da dove arriva la candidatura. Joseph Daul è sì il presidente degli eurodeputati del Pdl ma, da una prima disanima degli avvenimenti, sembra aver parlato a titolo personale. O meglio, se non a titolo personale comunque in via non ufficiale perché un’investitura di tale portata dovrebbe provenire da altre fonti interne al Ppe, come, ad esempio, dal presidente Martens o dal segretario Lopez. Ma né il primo né il secondo hanno avallato alcuna candidatura.

Le conseguenze dell’appoggio del Ppe a Monti

Le ragioni di una presa di posizione così pubblica dipende dalla variegata struttura interna al Ppe e al centrodestra europeo in toto. Facendo due conti i partiti di centrodestra all’interno dei 27 Stati membri sono 52: in Italia si presentano alle elezioni sia Monti, che Berlusconi che l’Udc, vale a dire tre partiti provenienti dall’area Ppe. Da qui l’esigenza, da parte del presidente degli eurodeputati Ppe, di fare chiarezza comunicando apertamente l’appoggio a Monti. Un appoggio che non è piaciuto al Pdl e al suo candidato premier – Elezioni 2013: Berlusconi premier? – provocando reazioni sdegnate sia da parte di Alfano che da parte delle eurodeputate Ppe Licia Ronzulli e Laura Comi che stigmatizzano la scorrettezza di Daul. Ma, paradossalmente, è stato un appoggio che non è piaciuto neanche al destinatario Monti. Pare che, infatti, il professore abbia interpretato una candidatura così forte proveniente dal Ppe quasi come un boomerang per lui che in campagna elettorale sta provando a presentarsi come lontano dai consueti schemi di partito.

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