Rom e clandestini, l’Italia sotto accusa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Thomas Hammarberg, commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani, non le ha proprio mandate a dire le..

primo piano di Thomas Hammarberg

Thomas Hammarberg, commissario del Consiglio d’Europa per i diritti umani, non le ha proprio mandate a dire le sue accuse al nostro Paese. Già in alcune occasioni precedenti, il commissario aveva puntato l’indice contro il rischio-xenofobia e la scarsa memoria del rispetto dei diritti umani in Italia; ma, complice una visita nei giorni scorsi ad un campo nomadi presso il quartiere Casilino a Roma, Hammarberg ha trovato nuovi argomenti per rincarare la dose.

Le condizioni abitative dei rom non sono piaciute al commissario, che ha parlato di “condizioni inaccettabili”, per di più “rese ancora peggiori dalla pioggia”.


“È vergognoso”, ha sbottato Hammerberg “che all’interno dell’Unione Europea ci siano ancora persone senza cittadinanza e senza diritti che vivono in queste condizioni di miseria”.
L’inviato del Consiglio d’Europa ha anche criticato l’introduzione del reato di clandestinità (“inaccettabile a livello europeo”), l’ipotesi della tassa per l’ottenimento del permesso di soggiorno e ha citato diversi casi in cui clandestini a rischio di tortura o uccisione nel loro Paese sono stati rimandati indietro senza la possibilità di chiedere asilo politico.

L’unica concessione che il commissario ha riconosciuto al nostro Paese è la scarsa attenzione a livello comunitario dei problemi che l’Italia deve affrontare a causa della sua posizione geografica che la rende il punto di approdo ideale per i flussi migratori provenienti dall’Africa e dall’Est.


Le affermazioni di Hammerberg hanno suscitato l’immediata reazione sdegnata del ministro degli Esteri Franco Frattini, che in una nota ha asserito che le parole utilizzate dal commissario “hanno offeso gravemente i sentimenti degli italiani”. Secondo la nota diffusa dalla Farnesina, l’intervento del “signor Hammerberg” è “inaccettabile”, in quanto l’Italia vanta una “storia e tradizione di democrazia, tolleranza e rispetto dei diritti umani che non possono essere messe in discussione”.

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