Mario Monti conferma che non vi sarà una nuova manovra

di Vito Verna Commenta

Le misure che l'Italia adotterà per la crescita del Paese, visti i buoni risultati delle aste di questi ultimi giorni, non saranno da considerarsi quali inerenti ad una nuova manovra finanziario-economica.

Gli eventi clou dell’odierna giornata economico-politica, come ricordato dai maggiori quotidiani nazionali nel corso della settimana, sono stati l’asta dei Buoni del Tesoro pluriennali decennali, il cui rendimento costituisce il principale indicatore dello scollamento tra la nostra economia e quella tedesca, tra le migliori in Europa e nel mondo e dunque usata quale punto di riferimento, e il discorso di fine anno del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti che, secondo le indiscrezioni della vigilia, avrebbe dovuto essere incentrato sulla recente manovra salva-Italia e sulla possibilità di emanazione, nei primi mesi del 2012, di un’ulteriore serie di drastici provvedimenti.

Per quanto riguarda il primo punto, sebbene non siano state soddisfatte le positive attesa della vigilia, l‘asta odierna è risultata essere tra le più soddisfacenti degli ultimi mesi, con cover-to-bid decisamente in aumento, ottima collocazione degli strumenti finanziari messi a disposizione del Tesoro, e calo dei rendimenti sino al 7%.

Per quanto riguarda il secondo punto, con gran sollievo delle banche e dei cittadini, Mario Monti ha dichiarato come, grazie alla decisiva stretta della manovra, in seguito alla quale, come dimostrato dal rally degli ultimi giorni di Piazza Affari, forse ora in grado di recuperare parte delle perdite accumulate sin da metà anno, l’Italia ha ritrovato la speranza di tornare economicamente a crescere nel minor tempo possibile, non sarà necessario emanare una nuova serie di riforme nel breve periodo, confermando come il pacchetto cresci-Italia, così lo ha ridefinito lo stesso Mario Monti, si focalizzerà, dopo la stretta sui conti e l’aumento della tassazione prevista dalla manovra salva-Italia, sullo sviluppo e sulla crescita economica racchiudendo provvedimenti essenzialmente relativi a deregulation, concorrenza, riforma del mercato del lavoro e riforma del catasto.

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