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La terza ed ultima tappa del velocissimo tour europeo del neo presidente del Consiglio del nostro Paese Enrico Letta è stata Bruxelles. Letta, negli ultimi tre giorni, subito dopo aver incassato la fiducia in entrambi i rami del Parlamento ha incontrato, nell’ordine, la cancelliera tedesca Angela Merkel a Berlino (leggi: Il vertice Letta – Merkel), il leader socialista Francois Hollande a Parigi (leggi: Il vertice Letta – Hollande) e, in ultimo, il capo dell’esecutivo Barroso a Bruxelles presso la sede della Commissione Europea. Si è trattato di un tour rapido e incisivo in cui gettare le basi per una solida collaborazione in sede comunitaria.

Letta alla Commissione Europea

L’incontro con Barroso è stato molto positivo, almeno nei commenti di rito che vengono rilasciati ai cornisti presenti subito dopo la riunione in questione. Fatto sta che, mai come questa volta, le parole di Barroso sono state chiare ed apertamente a favore di quanto sta accadendo all’interno del nostro Paese. Il punto chiave, la parola d’ordine potremmo dire, sulla quale Barroso ha puntato con fermezza è il concetto di stabilità. E, sempre il capo dell’esecutivo Ue, ha evidenziato quanto di buono sta facendo l’Italia per ottenere la stabilità politica, unico vero presupposto di stabilità economica. Gli accadimenti migliori: la rielezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica e un governo con un ampio sostegno.

Impegni europei ed italiani

Il nostro presidente del Consiglio, dal canto suo, si è mosso in due direzioni: da un lato ha inteso ribadire che il nuovo governo manterrà gli impegni sottoscritti dal precedente esecutivo in materia di obblighi comunitari e, in secondo luogo, ha inteso sottolineare a Barroso i punti principali del suo nuovo governo, vale a dire la lotta alla disoccupazione (con la massima attenzione al fenomeno tragico della disoccupazione giovanile), la riforma costituzionale per cambiare la credibilità della classe politica del nostro Paese e l’emergenza di natura economia e sociale.

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