Obama vuole Monti. E boccia Berlusconi. E anche in Germania la pensano allo stesso modo. Questo, in potentissima sintesi, il contenuto delle dichiarazioni internazionali a meno di dieci giorni dall’apertura dei seggi elettorali. In effetti, potremmo dire, che non ci sono elementi di novità in quanto accaduto sullo scenario della politica internazionale negli ultimi giorni in merito alle prossime elezioni in Italia, ma la questione va spiegata meglio.

I meriti di Monti in politica internazionale

In primo luogo l’elemento da non trascurare è la ripetitività delle cosiddette istruzioni di voto che dall’estero arrivano in Italia, recapitate di volta in volta dalla Casa Bianca o dal ministro delle Finanze tedesco. Oltre alle classiche raccomandazioni comunitarie come Bruxelles: bene la crescita italiana oppure L’intesa Monti – Merkel in campagna elettorale. Dunque: gli Stati Uniti e la Germania hanno già mostrato, tanto a parole quanto nei fatti, il loro apprezzamento per la politica economica portata avanti nei 13 mesi di governo tecnico da parte del premier dimissionario Mario Monti, eppure, non perdono occasione per ribadirlo. Significa che sentono la necessità di ripetere il proprio “consiglio” e di farlo recapitare all’elettorato italiano a tutti i costi pur di non veder interrotto il miglioramento economico e finanziario realizzato da Monti.

Usa e Germani bocciano Berlusconi (e non solo)

Nella fattispecie la Casa Bianca, attraverso una nota della sua portavoce Hayden all’Adnkronos, ha espresso grande ammirazione per le riforme intraprese da Monti con cui l’Italia sta uscendo dalla crisi e attraverso cui anche la crisi dell’eurozona sembra in fase di risoluzione. E, dall’altra parte del mondo, il ministro delle Finanze tedesco Schauble è perentorio nel “consigliare” agli italiani di non ripetere lo stesso errore di votare ancora una volta Berlusconi. In pratica accade che tanto l’amministrazione degli Stati Uniti da un lato, quanto l’establishment tedesco dall’altro, temono un governo diverso da quello di Monti. Quindi bocciano in partenza Berlusconi per le sue riforme e per il suo stesso progetto di politica economica per il nostro Paese, ma temono anche un ipotetico governo di centrosinistra, potenzialmente ostaggio, in politica economica in primo luogo, delle sue ali più estreme.

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