Crolla il numero dei reati

di Giuseppe Aymerich Commenta

Fra le cause del positivo fenomeno, si ritiene vi sia un esaurimento dell’effetto-indulto (molti scarcerati sono stati riarrestati..

Anche la criminalità in Italia sembra entrata in recessione. Tutti gli indicatori sui più comuni reati denunciati nel nostro Paese segnano un ottimo trend di decrescita, che porta il loro numero complessivo nel primo semestre del 2008 (circa 1.348.000) come inferiore di quasi il 10% rispetto ai primi sei mesi del 2007 (circa 1.500.000).

Fra le cause del positivo fenomeno, si ritiene vi sia un esaurimento dell’effetto-indulto (molti scarcerati sono stati riarrestati proprio nel 2007) e una crescente ed efficace azione di contrasto sul territorio.


I cali più notevoli interessano i reati da strada: scippi, furti e rapine si sono ridotti anche di oltre il 20%, mentre non si registrano significativi cambiamenti nei campi del traffico di droga e degli omicidi (stabilizzatisi ad una media di circa 600 all’anno ormai da tempo).

Un settore nuovo e purtroppo in notevole crescita, invece, è quello delle truffe on line.
Andando a vedere i dati sul territorio, emerge che le province dove il numero dei reati è più alto in proporzione alla popolazione sono le grandi metropoli del Nord: Milano è la città apparentemente più pericolosa (circa 373 reati denunciati ogni 10.000 abitanti) seguita a ruota da Bologna, Torino, Genova e la sorprendente Rimini, mentre Roma si colloca al settimo posto, Napoli al ventitreesimo e Palermo al trentunesimo.


Le realtà più tranquille sembrano essere invece i piccoli centri del Meridione: gli ultimi cinque posti in graduatoria sono occupati da Benevento, Oristano, Potenza, Enna e Matera. Isernia, ottantanovesima, è la provincia che ha registrato il miglioramento più netto: oltre il 21% dei reati in meno.

Non va comunque dimenticato che il dato reale dovrebbe tener conto, nei limiti del possibile, anche dei reati che non sono denunciati, che sono stimati in circa la metà del numero totale.

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