Legge Turco-Napolitano 40/98 immigrazione

di Alessandro Bombardieri Commenta

La legge ha il fine di regolare l'immigrazione, aiutando l'immigrazione regolare e scoraggiando e punendo l'immigrazione clandestina.

napolitano

Alla Legge Bossi-Fini, di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa, si legano molte altre norme della Repubblica, sempre in tema di immigrazione nel nostro paese.

Una delle più importanti è senza dubbio la legge Turco-Napolitano, del 6 marzo 1998, n.40, che ha lo scopo di regolare l’intera e complessa materia dell’immigrazione nel nostro paese, che sia essa clandestina o regolare.

Questa legge cerca di proporsi come legislazione di superamento della fase emergenziale, a differenza per esempio della vecchia legge Martelli o delle varie disposizioni emanate negli anni seguenti.

La legge ha il fine di regolare l’immigrazione, aiutando l’immigrazione regolare e scoraggiando e punendo l’immigrazione clandestina. Vengono così stabiliti tutti gli iter che l’immigrato regolare deve seguire per ottenere la cittadinanza, il ricongiungimento familiare, il trattamento sanitario e l’istruzione.

Sul lato opposto invece, viene stabilita l’espulsione dal paese per gli immigrati clandestini.

Per la prima volta nella storia dell’Italia si parla di Centri di permanenza temporanea per gli stranieri immigrati in maniera clandestina, in attesa del provvedimento di espulsione o di respingimento.

In seguito il Governo ha emanato il D. lgs. 286/1998 “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, seguendo comunque quanto contenuto nella delega dell’articolo 47 comma 1 della legge Turco-Napolitano.

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