La nuova rete delle ambasciate

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dovendo operare dei tagli, il ministro Frattini ha scelto di sacrificare alcune sedi europee..

I pesanti tagli che riguarderanno tutti i ministeri hanno spinto la Farnesina a rivedere l’intero assetto delle ambasciate e delle altre sedi di rappresentanza che l’Italia ha sparse in tutto il pianeta.

La politica dei tagli dovrebbe riguardare soprattutto l’Europa occidentale, dove il ministero degli Esteri ha istituito negli anni tantissime sedi diplomatiche negli anni del Dopoguerra, per venire incontro alle esigenze delle numerose comunità di emigrati in Francia, Belgio, Germania; per i medesimi motivi un’altra buona quota è dislocata nelle due Americhe (per ora non a rischio di chiusura).

Dovendo operare dei tagli, il ministro Frattini ha scelto di sacrificare alcune sedi europee, in virtù anche dei progressi nei trasporti e nelle comunicazioni che nel ventunesimo secolo non rendono più necessario punteggiare il Vecchio Continente di edifici su cui far sventolare il Tricolore.


Altrove, le esigenze di razionalizzazione spingono ad accorpare più sedi (per esempio, quella in Namibia è stata soppressa e le relative competenze affidate al nostro ambasciatore in Sudafrica), oppure a creare a Roma una figura nuova, quella del responsabile d’area, da far operare direttamente nella Capitale senza aprire costose sedi dall’altra parte del globo. È la soluzione scelta come ideale per alcuni Paesi lontani con cui non abbiamo troppi rapporti commerciali o culturali, come le isole minori dell’Oceania, e per i quali non si ravvede la necessità di un nostro corpo diplomatico permanente in loco.


Di contro, anche in tempi di tagli si sceglie di aprire nuove sedi o potenziare quelle esistenti laddove oggi sorgono esigenze prima sconosciute. È di questi giorni l’apertura della nostra ambasciata a Chisinau (Moldova), da cui provengono numerosi flussi migratori verso l’Italia, mentre in futuro si apriranno parecchie nuove sedi in Oriente, in cui i nostri interessi economici si sono moltiplicati in pochi anni.

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