Pedinamento Gps e lettura tabulati senza ok del giudice

di Alessandro Bombardieri Commenta

Una persona sottoposta a indagini può essere controllata e seguita con il sistema di rilevamento satellitare senza che sia necessaria un'autorizzazione preventiva del giudice.

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Arriva dalla Corte di Cassazione un’importante sentenza per quanto riguarda i pedinamenti satellitari con l’utilizzo della tecnologia Gps e la lettura dei tabulati telefonici.

La sentenza 9667 della Cassazione, stabilisce che una persona sottoposta a indagini può essere controllata e seguita con il sistema di rilevamento satellitare senza che sia necessaria un’autorizzazione preventiva del giudice.

Può anche non esserci il via del Pm per l’acquisizione dei tabulati e procedere dunque all’utilizzazione dei tracciati, sempre grazie alla “limitata intrusione”.

Quindi la Cassazione ha dato l’ok al pedinamento di indagati tramite i segnali di spostamento trasmessi dai loro cellulari, e questo in seguito al ricorso di tre extracomunitari contro un’ ordinanza di custodia cautelare che era stata avviata proprio dopo la lettura dei tabulati telefonici.

I tre sostenevano che il controllo satellitare non potesse essere paragonato ad un normale pedinamento, ma doveva esserci l’autorizzazione del giudice. Inoltre veniva anche contestata l’assenza di una richiesta di autorizzazione per i tabulati telefonici.

I giudici di Piazza Cavour la pensano evidentemente in maniera diversa, e diversificano così le intercettazioni via Gps dal pedinamento, in quanto questa tecnologia ha una limitata intrusione nell’altrui sfera privata.

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