GdF chiusura sito file sharing linkstreaming.com

La piattaforma di file sharing linkstreaming.com è stata sottoposta a sequestro preventivo dalla Guardia di Finanza di Cagliari, che ha così chiuso uno dei principali siti italiani per lo streaming di film, telefilm e serie televisive.

L’operazione che ha portato alla chiusura del sito ha il nome di Little Angel e la GdF ha potuto contare sulla collaborazione di FPM, la sezione antipirateria musicale di FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), e di FAPAV (Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva).

Labaia.net sequestro come per The Pirate Bay

Dopo il sequestro e la chiusura di The Pirate Bay nelle scorse settimane, i pirati italiani si erano riversati in massa su un sito aperto appositamente, ossia labaia.net, che re-indirizzava i netizens al vero The Pirate Bay, ancora accessibile all’estero.

Ma è notizia di poche ore fa il sequestro riguardante anche labaia.net, che ad ora risulta inaccessibile, con una bella scritta del Nucleo di Polizia Tributaria di Bergamo ad accoglierci.

Sanzione creatori gruppo Facebook contro bambini down

Purtroppo da Internet ogni tanto arrivano anche storie brutte come quella di ieri in Italia, dove su Facebook è nato un gruppo che incitava alla violenza contro i bambini down.

Come dichiarato da Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità, un conto è la libertà di parola mentre un altro conto è usare un servizio di social network per scopi ignobili come questo.

Verso le ore 19 di ieri sera, a poche ore dall’apertura del gruppo, si contavano già 1.300 iscritti, ma questo numero è anche drogato da quelli che si iscrivevano per contestare il gruppo stesso.

Chiusura Pirate Bay in Italia

Pochi giorni fa il nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza ha dato il via all’esecuzione delle notifiche per la chiusura del sito The Pirate Bay, il famosissimo portale dove si possono trovare milioni di contenuti digitali coperti da diritti d’autore.

La chiusura del sito è stata notificata dal Gip di Bergamo, con l’accusa di provocare danni per milioni di euro all’industria che produce i contenuti presenti online gratis.

I destinatari di questo provvedimento sono ovviamente i quattro fondatori svedesi del sito, ma anche tutti gli Internet Provider italiani, che ora dovranno garantire il sequestro del sito per i clienti italiani, bloccando l’accesso al sito dall’Italia.

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