Agevolazioni per il rientro dei “cervelli”

di Giuseppe Aymerich 2

Scarsi fondi per la nostra ricerca, e ancor più scarsi stipendi previsti per dottorandi e ricercatori, sono il motivo..

Già da molti anni si discute senza troppo costrutto della fuga dei nostri migliori cervelli all’estero. La discussione è stata portata anche in parlamento dalla Ministro Gelimini. Mentre in Italia continuano ad arrivare immigrati per lo più con qualifiche ridotte, molti dei nostri scienziati, ingegneri e medici preferiscono scegliere la strada dell’America o del Nord Europa, con un grave danno facilmente immaginabile per il nostro sviluppo.

Scarsi fondi per la nostra ricerca, e ancor più scarsi stipendi previsti per dottorandi e ricercatori, sono il motivo principale di questo esodo, di cui i Paesi diretti concorrenti dell’Italia si avvantaggiano a nostre spese.


Per cercare di contrastare questa tendenza e per favorire il rientro delle nostre migliori intelligenze, il recente decreto anti-crisi ha previsto una misura che non ha ottenuto troppo spazio sui giornali, e la cui utilità potrà essere valutata con attenzione solo negli anni a venire.

Si è stabilito che i docenti e i ricercatori che hanno svolto una comprovata attività di ricerca all’estero per almeno due anni e che poi tornassero in Italia potranno godere di una significativa agevolazione fiscale: fino al 2013, essi sconteranno un’imposta sostitutiva dell’attuale IRPEF sui rispettivi redditi di lavoro dipendente od autonomo pari al 10%.


Una tassazione decisamente vantaggiosa, posto che l’aliquota IRPEF per lo scaglione più basso è oggi pari al 23%. È però da ricordare che con l’imposta sostitutiva non si potrà godere di nessuna delle ipotesi di deduzione o detrazione previste ordinariamente.

Ma non basta: qualora si parli di lavoratori autonomi, essi sono del tutto esentati dall’IRAP.
L’agevolazione non è introdotta a regime ma solo come esperimento provvisorio, fino al 2013; solo allora, dunque, si potranno tirare le somme.

Commenti (2)

  1. Dove posso trovare i dettagli per l’applicazione del testo della legge che segue?

    “Si è stabilito che i docenti e i ricercatori che hanno svolto una comprovata attività di ricerca all’estero per almeno due anni e che poi tornassero in Italia potranno godere di una significativa agevolazione fiscale: fino al 2013, essi sconteranno un’imposta sostitutiva dell’attuale IRPEF sui rispettivi redditi di lavoro dipendente od autonomo pari al 10%.

    Una tassazione decisamente vantaggiosa, posto che l’aliquota IRPEF per lo scaglione più basso è oggi pari al 23%. È però da ricordare che con l’imposta sostitutiva non si potrà godere di nessuna delle ipotesi di deduzione o detrazione previste ordinariamente.

    Ma non basta: qualora si parli di lavoratori autonomi, essi sono del tutto esentati dall’IRAP.
    L’agevolazione non è introdotta a regime ma solo come esperimento provvisorio, fino al 2013; solo allora, dunque, si potranno tirare le somme.”

    attendo un link al testo completo riguardante il tema dell’irpef simbolico per chi torna.

  2. ma scusate se uno non c’ha un posto di ruolo all’università che torna a fare? da dove deduce il reddito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>