E’ bufera sulle parole di Cossiga

Tutti sanno che l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga non è certo nuovo ad esternazioni spesso sorprendenti sia per il contenuto che i toni, frequentemente sopra le righe rispetto al normale “politichese” usato dai parlamentari.

Ma la sua ultima “picconata” ha destato un notevole clamore misto a sdegno. In un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale, il senatore a vita avrebbe invitato (data la delicatezza dell’argomento, il condizionale è d’obbligo) il ministro degli Interni Roberto Maroni ad usare i metodi forti contro i manifestanti del settore scolastico, sia studenti che docenti.


A detta di Cossiga, Maroni dovrebbe infiltrare degli agenti provocatori all’interno dei vari movimenti, al fine di suscitare ad arte incidenti che portino l’opinione pubblica a schierarsi compatta contro la protesta. A quel punto, dovrebbe seguire la repressione violenta di ogni manifestazione: a detta di Cossiga, “il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri”, e “le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale”.

Ancora più sconcerto ha poi destato la frase in cui Cossiga spiegherebbe che per Maroni si tratterebbe semplicemente di seguire il suo esempio, la strada già percorsa dallo stesso senatore sardo.


Si ricordi che Cossiga fu ministro degli Interni alla fine degli anni Settanta, in un periodo in cui la situazione dell’ordine pubblico nel nostro Paese era caldissima e non pochi furono gli episodi di protesta sociale terminati in atti di violenza da ambo le parti.

Le affermazioni dell’ex capo dello Stato hanno provocato prese di distanze bipartisan da parte delle forze politiche. Mentre fra gli studenti si diffonde con preoccupazione il commento offerto da Beppe Grillo: “Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione”.

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