Legge di stabilità proroga ammortizzatori sociali

Si è soliti affermare, colloquialmente parlando, come non tutti i mali vengano per nuocere e la legge di stabilità finanziaria 2012, approvata, tra le proteste di un’opposizione raramente così compatta, la scorsa settimana, non costituirebbe l’eccezione del caso.

Se da una parte, infatti, il suddetto provvedimento ha deciso una stretta dei privilegi dei politici italiani nonché di numerosissime differenti categorie (pensiamo, per esempio, agli ordini professionali che, per l’esercizio delle proprie competenze, non potranno più impostare una tariffa minima), stabilendo, tra le altre cose, come dal 2026, al di là degli anni di contribuzione accumulati si potrà andare in pensione solamente a 67 anni, dall’altra, anche e soprattutto grazie l’aumento delle accise, mira ad avviare politiche fiscali espansive che possano far ripartire i consumi della fascia medio-bassa della popolazione, fondamentali affinché qualsiasi economia e qualsiasi democrazia possano sostentarsi e prosperare.

Sebbene, dunque, l’aumento delle accise, per esempio, possa di primo acchito sembrare una manovra decisamente antipopolare, servirà allo Stato ad incassare parte del miliardo di euro necessario affinché, almeno sino a dicembre 2012, possano venir prorogati gli strumenti di ammortizzazione sociale in deroga quali cassa integrazione guadagni e mobilità.

Sempre sul fronte delle politiche di sostegno al reddito, poi, la legge di stabilità ha stabilito lo stanziamento di un fondo da oltre 400 milioni di euro annui da destinare esclusivamente al trasporto su gomme, cosi da incentivare e favorire le aziende italiane nel confronto con quelle comunitarie.

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