Riforma del pubblico impiego, dopo la polemica sui vigili romani

di Redazione Commenta

Renzi su Twitter ha annunciato che nel 2015 il Governo provvederà ad attuare una riforma del pubblico impiego. È questo il suo augurio per il 2015. Ma da dove nasce l’ultimo annuncio? Da una notizia che ha aperto una bella polemica e che ancora una volta vede protagonista la Capitale.

La notizia è che l’83 per cento dei vigili urbani romani, la notte di San Silvestro è rimasta a casa con un certificato di malattia, oppure per via della legge 104, oppure ancora per la legge che tutela chi è donatore di sangue. Il premier allora ha sentito l’urgenza di ribadire che nei prossimi 15 mesi le regole del pubblico impiego dovranno cambiare. 

Il tweet di Renzi in merito alla riforma del pubblico impiego eccolo qua:

In realtà le riforme annunciate da Renzi sono molte di più questa mattina visto che il premier parla di “costituzione, legge elettorale, fisco, giustizia civile, PA, cultura-scuola-Rai, GreenAct e lavoro”. Riforme che saranno fatte “sul serio” dice il premier, nel 2015. In questo stesso anno si farà di più anche per la riduzione delle tasse che nel 2014 sono state ridotte di 18 miliardi grazie al bonus di 80 euro, all’IRAP, al bonus bebè e alla riforma del contratto a tempo indeterminato.

Questi tweet non calmano però la polemica relativa alle assenze dei vigili a Capodanno. La Madia, ministro per la Pubblica Amministrazione e Semplificazione, a sua volta su Twitter dice di aver avvisato l’ispettorato del lavoro al fine di accertare le violazioni e il sollecito di azioni disciplinari. Effettivamente una defezione dell’83,5% dei vigili urbani che sarebbero dovuti essere in servizio a Capodanno non è da far passare sotto gamba, anche in ragione dei continui richiami della politica alla sicurezza.

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