I due tipi di referendum che sono previsti in Italia

di Alba D'Alberto Commenta

In questi giorni si sente parlare moltissimo del referendum No Trivelle del 17 aprile con tutti coloro che votano Sì pronti a sottolineare l’assenza di una posizione ufficiale del governo sull’argomento. Sostenitori a parte, andiamo a vedere quali sono i due tipi di referendum previsti dall’ordinamento italiano. 

Il prossimo 17 aprile gli italiani saranno chiamati al voto. Si tratta del 67° referendum abrogativo della storia repubblicana. Ma c’è una novità, per la prima volta siamo di fronte ad un referendum richiesto dalle regioni, che proporrà l’abrogazione della norma che concede di protrarre le concessioni per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia nautiche dalla costa italiana sino all’esaurimento della vita utile dei rispettivi giacimenti. Il quesito è promosso dai consigli regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto.

Anche se esistono due tipi di referendum – abrogativo e costituzionale – soltanto il primo dei due è considerato efficace. Lo disciplina l’Art. 75 della Costituzione italiana

È indetto r. popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali. Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi. La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Il r. costituzionale come quello del 2001 e quello del 2006, prevede che in seguito all’approvazione di un disegno di legge di natura costituzionale, entro tre mesi dalla pubblicazione, un quinto dei membri di una delle due camere o 500 mila elettori o cinque consigli regionali posso richiedere un referendum popolare.

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