Calvario per Europa 7

di Gianni Puglisi Commenta

Dopo ben otto anni, Francesco Di Stefano, proprietario di Europa 7, può sperare che gli siano assegnate le frequenze necessarie..

Dopo ben otto anni, Francesco Di Stefano, proprietario di Europa 7, può sperare che gli siano assegnate le frequenze necessarie a trasmettere su rete nazionale.

Le frequenze, sebbene Di Stefano abbia vinto con regolare gara pubblica quelle su cui tutt’oggi trasmette Rete 4, saranno quelle delle prima rete nazionale, poiché quest’ultima inizierà ad adottare in modo praticamente esclusivo i canali del digitale terrestre.

Il gruppo dell’editore abruzzese, trasmette oramai da anni su rete locale, e ad oggi conta cinque emittenti le quali vengono viste in Abruzzo, Calabria, Lazio, Friuli e Toscana.


L’odissea di Europa 7, nota ai più, nasce con la gara pubblica per l’assegnazione delle frequenze su scala nazionale nel 1999. Lo Stato riconosce Di Stefano e la sua emittente settimi nella graduatoria, ma non gli viene concesso di iniziare a trasmettere poiché le frequenze acquistate staccando un assegno da 12 miliardi, sono occupate, si può dire abusivamente, da Rete 4.

Sebbene la Corte Europea si sia più volte espressa in favore dell’emittente abruzzese, il Governo italiano ha continuamente procrastinato il trasloco del canale di Fininvest su altre frequenze o altri metodi di trasmissione, tra cui il sattellitare o lo stesso digitale terrestre, con leggi e decreti studiati ad hoc, come la legge Gasparri, tanto per addurre un esempio.


Nel caso in cui Di Stefano riuscirà davvero a conquistare il suo tanto agognato spazio nell’etere, tutti i cittadini italiani ne potranno essere felici, dato che la pluralità d’informazione, e la molteplice visione dei fatti, non possono che giovare ad ognuno, in qualunque Nazione ci si trovi.