Meno morti sulle strade ma più incidenti

Le leggi per la sicurezza stradale introdotte anche in Italia negli ultimi anni iniziano fortunatamente a dare qualche buon segnale, anche se gli standard del nostro paese rimangono anni luce distanti da quelli di altri paesi europei.

I morti da incidenti stradali sono in continua diminuzione, dieci anni fa morivano 6.226 persone l’anno, mentre i dati appena resi noti del 2007 parlano di 5.131 decessi, ben 1.096 vite salvata grazie alle nuove norme.

Iniziano ad emergere già anche alcuni dati per l’anno 2008, dove i morti sarebbero scesi a 4.739, mentre i primi cinque mesi del 2009 parlano di 919 persone decedute, però erano 1.156 nel 2008 nello stesso periodo, quindi a distanza di un anno 237 morti in meno in soli cinque mesi.

In generale il tasso di mortalità è sceso dall’11,75% all’8,6% (-3,1%), però a preoccupare è l’aumento di incidenti e feriti. Ben il 49% degli incidenti coinvolge le fasce deboli della strada, ossia pedoni, ciclisti, motociclisti, mentre le fasce d’età più a rischio sono quelle dei 20-30 anni, con i maschi esposti a maggior pericolo secondo i calcoli: 4.126 morti nel 2007, più dell’80% rispetto alle femmine, 1.005 decessi, meno del 20%.

Le strade più pericolose sono quelle urbane dove nel solo 2007 si sono registrati 176.897 incidenti, contro i 13.635 sulle autostrade.

Ogni anno tutti questi incidenti poi influiscono per 30 miliardi di euro sul bilancio dello Stato, circa il 2% del PIL annuo.

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