Il destino dell’Euro

di afunelli Commenta

Si discute in questi giorno del destino della moneta unica europea.

Gli analisti della banca svizzera Crèdit Suisse parlano senza mezzi termini della fine dell’Euro, almeno per come lo abbiamo conosciuto in questi anni.
L’Euro è la moneta unica dei Paesi dell’Unione Europea, e viene utilizzata da oltre 300 milioni di cittadini europei.


Entrata in circolazione il 1° gennaio del 2002 viene gestita dalla Banca Centrale Europea (Bce) per quanto riguarda le politiche monetarie dei Paesi dell’Unione, e dal Sistema delle Banca Centrale per quanto riguarda il conio e la distribuzione nei paesi che hanno aderito alla moneta unica.
In questi giorni il dibattito sulle ragioni che hanno spinto all’adozione dell’Euro, e sul suo stesso futuro è acceso, al punto che molte voci vorrebbero una fuoriuscita dal sistema monetario unico dei paesi in difficoltà sul fronte del debito pubblico.
L’introduzione del concetto di Unione Monetarie ed Economica dei paesi europei venne sancita nel 1992 nel famoso trattato di Maastricht che fissava anche i parametri ai quali gli stati dovevano attenersi per potere entrate in questa nuova realtà economica. In particolare vengono fissati dei paletti entro i quali gli stati devono rientrare in materia di deficit, di rapporto debito/PIL e di inflazione.
Occorre sottolineare che già in fase di adesione alla moneta unica l’Italia venne, per così dire, “ammessa con riserva” dal momento che presentava un rapporto debito/PIL al di sopra del 60%, limite previsto dal trattato, ma presentava buone prospettive di ripresa che potevano garantire un rientro a medio termine all’interno dei parametri.
Lo scopo principale dell’Unione Monetaria doveva essere una grande spinta verso l’interdipendenza economica dei paesi e una facilitazione del commercio tra stati membri.
Quello che sicuramente rappresenta un grande limite, ed è oggetto di discussione proprio in questi giorni tumultuosi, in cui i mercati affossano di fatto “tutta” l’Eurozona

LA GIORNATA NERA DELLE BORSE EUROPEE

è il fatto che la Bce non abbia la possibilità di “svalutare” la moneta, prassi molto in voga nei singoli stati prima dell’Euro, e recentemente adottata anche dalla Federal Reserve (la banca centrale degli Stati Uniti) per ridare fiato all’economia americana, così come non esiste ancora la possibilità per la Bce di emettere Titoli (i famosi Eurobond).

COSA SONO GLI EUROBOND?

Sicuramente l’Unione Europea non può più rinviare l’argomento dal momento che il contagio è inevitabile, e i mercati non aspettano altro che l’occasione di speculare, quindi la moneta unica è ad una svolta, o il fallimento o un rafforzamento “concreto” dei poteri della Bce sulle politiche degli stati membri.
Intanto proprio oggi, in questo clima da braccio di ferro, si terrà il vertice trilaterlate Italia-Francia-Germania.

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