Tutelare le fasce povere della popolazione

di Vito Verna Commenta

Le dichiarazioni di Mario Monti in merito alla tutela delle fasce povere della popolazione.

Nonostante il terribile, e per certi versi imperdonabile, scivolone di mercoledì 1° febbraio 2012 sull’apparente monotonia del posto di lavoro fisso, secondo l’esimio professore da scartare in favore del concetto, in sé decisamente inquietante, della flessibilità all’italiana, concetto capace di evocare terribili incubi nonché violenti attacchi d’ansia a qualsiasi onesto e morigerato cittadino, giacché il succitato concetto avrebbe da sempre significato in Italia precarietà ed incertezza, Mario Monti avrebbe recentemente dimostrato il possesso di quelle qualità che lo avrebbero condotto alla conquista di quel particolare lavoro, oltremodo monotono e sottopagato, che è quello di senatore a vita.

Intervistato dal Sueddeutsche Zeitung che lo avrebbe intercettato al termine di un convegno, tenutosi negli scorsi giorni a Monaco di Baviera, sul delicatissimo tema della sicurezza, il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti avrebbe affermato che “Abbiamo lavorato molto con il sostegno dei partiti politici per attuare per la prima volta un trasferimento del peso fiscale dal fattore della produttivitá alle ricchezze, per il consolidamento fiscale senza gravare troppo sulle fasce più deboli”.

Mario Monti, inoltre, avrebbe commentato la manovra salva-Italia nonché il pacchetto cresci-Italia, le due principali iniziative del Governo Monti volte alla ripresa economico-finanziaria italiana, sostenendo che il nostro Paese ha fatto tutto questo e ancora molto farà affinché possa divenire la prima della classe, tra tutti i paesi europei, nell’impegno alla riduzione del debito pubblico.

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