Si allontana la salvezza della Grecia

Mentre in Italia continua il dibattito, quanto mai acceso, tra il governo e le parti sociali in merito al futuro mercato del lavoro, la Grecia, e con essa l’Unione Europea tutta, fa i conti con un crisi da debito sovrano come non se ne erano mai viste e che ancora non accennerebbe, nonostante tutti gli sforzi internazionali, a lasciare la presa dando respiro a moltissime economie occidentali.

A tal proposito, come evidenziato quest’oggi al termine del bilaterale Francia-Germania sia da Nicolas Sarkozy che da Angela Merkel, vi sarebbe da segnalare come la Grecia non stia riuscendo a rispettare alcuna delle scadenze imposte ai più alti livelli economico-finanziari europei e mondiali.

Causa di questi rallentamenti nell’approvazione delle misure di austerity proposte dal triumvirato Unione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale è da ricercarsi sia nella durezza dei provvedimenti che il Parlamento greco dovrebbe votare a scapito del benessere della popolazione greca, ormai priva di qualsivoglia risorsa monetaria a causa non solo della crisi bensì anche di tutte le manovre correttive imposte da circa 12 mesi a questa parte, sia nelle elezioni politiche di fine aprile, che ridisegneranno completamente i vertici di potere e starebbe facendo muovere con la massima cautela i futuri rappresentati della popolazione ellenica.

Purtroppo, qualora un accordo non dovesse venir raggiunto nel minor tempo possibile, la Grecia fallirebbe poiché non riuscirebbe a rimborsare i 14,4 miliardi di euro di obbligazioni in scadenza a marzo.

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