Il ruolo del cerchio magico nella storia della Lega Nord

di Vito Verna Commenta

Meglio, forse, sarebbe stato il naturale transito da Umberto Bossi a Roberto Maroni che, ribadiamo il nostro forse, non avrebbe causato la così evidente disfatta alla quale tutti gli italiani starebbero assistendo.

Il ruolo del cerchio magico nella storia della Lega Nord

Uno dei principali problemi della Lega Nord, partito capace di affondare le proprie radici nella ribellione che avrebbe fatto intrinsecamente parte del fallimento, innegabile, della Prima Repubblica, sarebbe stato quello dell’incapacità di rinnovarsi seguendo le tendenze politiche maggiormente attuali nonché impedendo, all’interno del partito, l’evoluzione, chiara e completa, di qualsiasi corrente di pensiero che non fosse quella espressa dal cosiddetto cerchio magico.

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L’istituzione, nata in seno alla Lega Nord in seguito alla malattia di Umberto Bossi, avrebbe cristallizzato l’istituzione padana in un simulacro di se stessa che, nel simbolo del fondatore nonché della famiglia del leader eterno ed indiscusso, disperava di potersi perpetrare intatta nonostante gli eventi.

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Meglio, forse, sarebbe stato il naturale transito da Umberto Bossi a Roberto Maroni che, ribadiamo il nostro forse, non avrebbe causato la così evidente disfatta alla quale tutti gli italiani starebbero assistendo.

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