Berlusconi parla al convegno dei Popolari Liberali

di afunelli Commenta

Dal palco del convegno dei Liberali Popolari Silvio Berlusconi lancia la campagna elettorale

Non poteva non fare clamore il primo intervento pubblico ufficiale di Silvio Berlusconi dopo le dimissioni da Presidente del Consiglio.
L’occasione per tornare alla ribalta è stato il convegno organizzato dal movimento dei Popolari Liberali, una corrente interna al Pdl guidata dall’ex ministro Carlo Giovanardi.


Non sono mancati lunghi applausi e una grande ressa di curiosi, fotografi e sostenitori del Cavaliere che è arrivato accompagnato dal suo delfino, nonché segretario Nazionale del partito, nonché ex ministro, Angelino Alfano.
Proprio dal palco di Verona, durante il suo intervento, l’ex premier ha lanciato ufficialmente la campagna elettorale, ribadendo ancora una volta il suo impegno a raddoppiare lo sforzo nella “lotta per la libertà”, perché oggi, così come nel 1994, il paese non può essere lasciato in mano a coloro i quali sono stati, e restano, comunisti.
Su questa linea è anche il commento fatto da Berlusconi sulla possibilità di appoggiare eventuali misure atte ad una più stretta tracciabilità dei pagamenti al di sopra dei 200-300 euro, che sarebbe al vaglio del nuovo Esecutivo, ritenuta dal cavaliere una “limitazione” eccessiva della libertà in un paese democratico.
Per quanto riguarda la Lega, Berlusconi si dichiara sereno dal momento che l’alleanza è “solida”, anche se quest’ultima affermazione è fortemente in contrasto con quello che invece è stato il commento di Calderoli, secondo il quale, l’alleanza non può essere solida dal momento che di fatto, almeno sul piano nazionale, non c’è più (infatti il Pdl appoggia il Governo di Monti mentre la Lega è all’opposizione). Naturalmente questo avviene oggi, mentre lo scenario in vista delle prossime elezioni resta ancora da definire. Quello che il Berlusconi e Alfano hanno voluto sottolineare è che il partito non ha fatto alcun passo indietro di fronte al Governo Monti, e che anzi si prepara alla lunga e dura campagna elettorale che l’aspetta, organizzando un presidio capillare sul territorio attraverso dei team elettorali in tutta Italia.

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