La verità sulla strage di Via d’Amelio

di Vito Verna Commenta

La verità sulla strage che, ormai vent'anni fa in Via d'Amelio, costò la vita sia al giudice palermitano Paolo Borsellino che a ben 5 degli uomini delle forze dell'ordine della scorta del magistrato siciliano, potrebbe essere finalmente venuta a galla.

La verità, tanto agognata e tanto cercata dai magistrati così come da tutti i cittadini italiani, sulla strage che, ormai vent’anni fa in Via d’Amelio, costò la vita sia al giudice palermitano Paolo Borsellino che a ben 5 degli uomini delle forze dell’ordine della scorta del magistrato siciliano, potrebbe essere finalmente venuta a galla.

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Paolo Borsellino insomma, come emerso dalle più recenti indagini del procuratore capo Sergio Lari e del giudice per le indagini preliminari Alessandra Giunta, entrambi facenti riferimento alla Procura di Caltanissetta che, a inizio anni 2000, avrebbe messo in discussione impianto accusatorio e conclusione del primo Processo Borsellino dando vita al cosiddetto Borsellino Bis e come da sempre sospettato da molti dei più importanti esponenti dell’opinione pubblica, sarebbe stato ucciso, su mandato del boss mafioso Salvuccio Madonia, arrestato nella notte dal nucleo nissene della Direzione Investigativa Antimafia o DIA, poiché ritenuto scomodo da Salvatore Riina che, ai tempi della strage di Via d’Amelio, lo avrebbe ritenuto in grado non solamente di intralciare bensì di scoprire, e rendere nota a tutti i cittadini italiani, la cosiddetta Trattativa Stato-Mafia.

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Svelato, dunque, l’arcano sulle motivazioni che avrebbero condotto alla morte di Paolo Borsellino, i giudici siciliani sarebbero altresì in procinto di dimostrare, oltre ogni ragionevole dubbio, come le indagini relative alla strage di Via d’Amelio vennero, sin dalle primissime battute, depistate ed ostacolate, sia da rappresentati della mafia che da rappresentanti dello Stato, per impedire che si scoprisse la verità sia sulle inchieste aperte da Paolo Borsellino, altamente compromettenti, sia sulla morte del giudice, anch’essa altamente compromettente.

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