Tassa sul permesso di soggiorno, lo propone la Lega Nord

di Giuseppe Aymerich Commenta

La misura si accompagnerebbe inoltre ad una seconda: imporre una fidejussione di importo pari ad almeno..

Sta facendo molto discutere in questi giorni la proposta avanzata da diversi esponenti della Lega Nord per istituire una tassa di cinquanta euro a carico degli extracomunitari che richiedono il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno.
Il gettito andrebbe a favore del Comune di residenza dell’immigrato per sostenere la vigilanza sul territorio.

La misura si accompagnerebbe inoltre ad una seconda: imporre una fidejussione di importo pari ad almeno diecimila euro per gli extracomunitari intenzionati a richiedere il rilascio della partita IVA.
Le ipotesi sono contenute in un emendamento presentato alla Camera dal deputato Claudio D’Amico al decreto anticrisi, della cui conversione si discute in questi giorni.


La reazione dell’opposizione è netta: Veltroni parla di “misure discriminatorie con una venatura di razzismo”, Minniti critica l’“atteggiamento miope che produce effetti contrari rispetto a quelli sperati”.
Ma il dibattito si è scatenato soprattutto all’interno della stessa maggioranza. Prima è intervenuto il Presidente della Camera Fini, che ha invitato la sua parte politica a rivedere delle norme che “nulla hanno a che vedere con la doverosa lotta all’immigrazione clandestina” e che assumerebbero una natura “oggettivamente discriminatoria”.

Poi è venuto lo stop dello stesso Berlusconi, che rivela di aver “immediatamente dichiarato di essere contrario” e di aver firmato “di suo pugno” il no alla proposta allorché fu presentata una prima volta al Consiglio dei Ministri.


La Lega incassa la bocciatura ma difende comunque la sua idea. D’Amico sostiene che la proposta si basa sull’esigenza di evitare che tutti i costi della sicurezza ricadano sulla fiscalità generale, mentre Cota, dichiarandosi “stupito”, ricorda che una tassa analoga vige in diversi Paesi europei e rivela che il testo originale in Senato, che prevedeva addirittura l’importo di duecento euro, aveva incassato il parere favorevole del Governo.

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