Infrastrutture manovra salva-Italia

di Vito Verna Commenta

Come cambia il mondo delle infrastrutture grazie all'operato di Corrado Passera e alla manovra economica salva-Italia.

Ci stiamo occupando, proprio in questi giorni, della tanto attesa nonché imponente manovra salva-Italia, recentemente approvata dal Governo Monti, grazie alla quale, dovessero conseguirsi gli obiettivi con essa prefissatisi, l’Italia dovrebbe tornare a crescere economicamente.

La ripresa economica, che il nostro Paese, purtroppo, non conosce ormai da troppo tempo, tanto che il PIL, negli ultimi anni, è rimasto pressoché invariato, è di fondamentale importanza affinché si possa affrontare, nel migliore dei modi possibili, la crisi da debito sovrano che, attualmente, rappresenta uno dei principali problemi delle democrazie Occidentali.

Crescita economica che, secondo l’ex banchiere Corrado Passera, oggi titolare di ben 3 ministeri di decisiva importanza quali quello dello Sviluppo Economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, passa anche e soprattutto dalle riforme ai sistemi delle infrastrutture e dei trasporti.

Oltre alla deregulation, la liberalizzazione della quale ci siamo ampiamente interessati, punto cardine del nuovo governo, secondo quanto già stabilito in manovra, sarà quello della rivalutazione delle succitate aree di interesse che, dovessero venir rese maggiormente efficienti, potrebbe consentire di risparmiare ed al contempo di  guadagnare.

MARIO MONTI ANNUNCIA L’APPROVAZIONE DELLA MANOVRA SALVA-ITALIA

All’ordine del giorno, secondo quanto si evince dalla prime bozze del testo della manovra economica salva-Italia che cominciano a circolare sul web, vi sarebbero le seguenti questioni:

– reperimento, grazie a fondi sia pubblici che privati, dei 40 miliardi di euro necessari a completare, in tempo utile, le infrastrutture in corso d’opera più importanti

– reperimento, grazie al coinvolgimento dei privati, dei 3 miliardi necessari, in particolare, alla realizzazione delle linee ferroviarie Brescia-Padova e Napoli-Bari

– aumentare il Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese sino a 30 miliardi di euro l’anno

– approvazione del Canone di Disponibilità grazie al quale, almeno nelle intenzioni, la Pubblica Amministrazione potrà finanziare, grazie ad un canone da versarsi ad un privato, la realizzazione ed il pieno funzionamento di un qualsiasi servizio pubblico

– approvazione di normative che consentano alle assicurazioni di utilizzare le riserve tecniche per investimenti in infrastrutture

– riduzione dei maxi-appalti e del ricorso ai general contractor

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