Nubi sulla riforma Gelmini

di Giuseppe Aymerich Commenta

Sebbene il ministro precisi con chiarezza che per le scuole elementari il precedente modulo dei tre insegnanti..

bambino che dorme sopra i libri di scuola

Dopo un incontro fra il ministro della Pubblica Istruzione Gelmini e i rappresentanti sindacali del mondo scolastico, pare proprio che la rivoluzione fortemente voluta dal ministro e altrettanto fortemente contestata dalle sue controparti avrà un rallentamento e qualche modifica.

Sebbene il ministro precisi con chiarezza che per le scuole elementari il precedente modulo dei tre insegnanti per due classi “è morto e sepolto”, il progressivo instaurarsi del maestro unico, o per meglio dire “prevalente”, sembra subire qualche contraccolpo.


Nell’incontro, avviato fra i mugugni e conclusosi fra applausi e strette di mano, le parti sociali hanno concordato di lasciare alle famiglie la possibilità di scegliere fra diverse soluzioni: 24, 27 e 40 ore settimanali. Per elevare invece il tempo ridotto dalle 22 ore settimanali attualmente previste per ogni maestro a 24 oppure 27 si aggiungeranno ore integrative di inglese e di religione, affidato allo stesso maestro se qualificato o in caso contrario ad altri insegnanti (che è appunto la distinzione fra maestro unico e maestro prevalente).

In caso di tempo pieno, invece, i maestri saranno sempre due per classe.
La riforma delle elementari arriverà nel 2009, mentre per quella del ciclo secondario si attenderà il 2010, per meglio definire alcune questioni e consentire alle famiglie di avere più tempo per assimilare le novità.


Fra loro, è prevista una riduzione delle tipologie di scuole superiori dalle attuali trentanove a undici e l’incremento delle ore dedicate all’insegnamento delle lingue straniere e della matematica.
Soddisfatta il ministro, che parla di “rallentamento” e non di “blocco” della riforma, il cui testo “non cambia di una virgola”, mentre esulta Walter Veltroni (“Il Governo fa una completa marcia indietro”), al quale ha risposto Maurizio Gasparri asserendo che “la riforma è confermata” e che i fallimenti “sono solo di Veltroni”.

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