Fabbricati rurali, la stretta è pesante (I)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Secondo la disciplina fiscale, i fabbricati rurali godono da sempre di un trattamento privilegiato: né dal punto di vista IRPEF..

Secondo la disciplina fiscale, i fabbricati rurali godono da sempre di un trattamento privilegiato: né dal punto di vista IRPEF né da quello ICI subiscono la tassazione, spesso pesante, prevista per la generalità dei fabbricati.

Essi sono considerati, in pratica, come una sorta di pertinenza del terreno agricolo su cui insistono, e non gli è riconosciuta un’autonoma valenza tributaria: un quadro complessivo di evidente tutela per la categoria dei piccoli agricoltori, raramente costituita da contribuenti facoltosi.


Sennonché, col passare degli anni il legislatore si è accorto che qualcosa non quadrava. I presunti fabbricati rurali sparsi nel territorio hanno finito per ammontare a diversi milioni, una gran parte dei quali, oltretutto, completamente sconosciuti al catasto. E alle prime verifiche, è saltato fuori con incredibile frequenza che certi presunti fabbricati rurali erano normali abitazioni, quando non vere e proprie ville dotate di tutti i comfort.

E così l’Erario ha pensato bene di correre ai ripari. Innanzitutto, si è data una definizione di “fabbricato rurale”, per togliere ogni accenno di vaghezza ad un concetto fin troppo nebuloso. Così, oggi si ritiene tale un edificio la cui esclusiva funzione sia quella di assumere un ruolo puramente strumentale ad un’attività agricola esercitata sul terreno su cui il fabbricato stesso insiste: l’esempio tipico è il classico capanno degli attrezzi. Ogni utilizzo diverso fa decadere automaticamente ogni ipotesi di ruralità.


Dopodiché si è data vita ad una gigantesca operazione di rastrellamento sul territorio senza precedenti. Con l’ausilio delle immagini satellitari e con la partecipazione attiva dei Comuni (a loro volta interessatissimi a recuperare a tassazione tanta ICI evasa impunemente), l’Agenzia del Territorio ha iniziato da qualche tempo a setacciare palmo a palmo l’intero territorio italiano, con risultati impressionanti.

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