Le reazioni alla lista dei ministri

di Ranieri Commenta

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Il nostro Paese ha finalmente un nuovo governo. Nel pomeriggio di sabato il premier incaricato onorevole Enrico Letta ha avuto un ultimo e lungo colloquio chiarificatore con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: due ore e un quarto circa per sistemare gli ultimi aspetti di un esecutivo che, per forza di cose, rimarrà nella storia, se non altro per la travagliatissima gestazione che ha portato avanti. Fatto sta che, alla fine, Letta ha sciolto la riserva, è diventato Presidente del Consiglio a tutti gli effetti e ha comunicato la lista dei ministri (leggi: Tutti i ministri del nuovo governo Letta).

PD, Pdl e Scelta Cvivica

I nomi e la composizione del nuovo esecutivo la conosciamo ormai tutti: un esecutivo che è riuscito a mettere insieme i nemici giurati che si gettavano addosso fango reciprocamente fino a qualche mese fa, quando eravamo in campagna elettorale. E già questo è un riscontro oggettivo: un dato di fatto che, forse, fa ben sperare. Fatto sta che la saggezza di Napolitano ha varato un governo in cui ci sono esponenti del Partito Democratico, del Popolo della Libertà e di Scelta Civica. Manca la componente grillina. Le reazioni sono state tante, naturalmente, cominciando dall’intervento del Capo dello Stato Giorgio Napolitano che ha voluto ribadire un paio di elementi: che si tratta di un governo politico al 100% – per allontanare l’opinione pubblica dall’idea di un governo tecnico bis – e che si tratta dell’unico governo possibile.

All’opposizione

La soddisfazione maggiore viene da chi di questo governo fa parte o se ne sente comunque pienamente rappresentato: sia Pdl che PD che Scelta Civica hanno espresso approvazione e soddisfazione. E Pierluigi Bersani ha colto l’occasione per provare a richiamare all’ordine il suo partito chiedendo pubblico e compatto sostegno al governo Letta da parte di tutti i rappresentanti del PD. All’opposizione, a conti fatti, ci saranno i grillini del Movimento a Cinque Stelle (leggi: M5S contro il governo Letta), Ignazio  La Russa, Roberto Maroni (solo in parte) e Nichi Vendola. Per quanto riguarda le parti sociali, belle parole spese da Angeletti della Uil mentre la Cgil ha preferito sospendere il giudizio fino all’esame del programma.

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