L’Economist contro Berlusconi, “l’uomo che ha fregato l’Italia”

di Elena Botta 1

Il settimanale inglese The Economist oggi ha fatto uscire un editoriale non molto edificante sul nostro presidente del Consiglio e sull'immagine che questi ha dato dell'Italia al resto del mondo

Il settimanale inglese The Economist oggi ha fatto uscire un editoriale non molto edificante sul nostro presidente del Consiglio e sull’immagine che questi ha dato dell’Italia al resto del mondo.
L’articolo si intitola “The man who screwed an entire country” che tradotto letteralmente significa, l’uomo che ha fregato un intero paese e quello che segue è un’analisi dettagliata di quello che è stato il governo di Berlusconi dal 1994 ad oggi.
Dopo aver specificato che è stato il primo ministro in carica con “maggiore anzianità di servizio“, solo dopo a Mussolini, l’articolo spiega per quale motivo Berlusconi non è la figura adatta a guidare l’Italia e perchè non lo è stata in tutti questi anni.



E dopo sette anni dall’uscita di “Unfit to lead Italy“, l’Economist continua a rimarcare il perchè Berlusconi non sia in grado di guidare il nostro paese; prima di tutto il giornale accusa il premier di essersi rivelato un disastro per l’Italia, per tre motivi, il primo dei quali riguardante la “lurida saga del suo Bunga Bunga“, in cui ha pagato ragazze minorenni in cambio di sesso.
Il secondo riguarda le accuse di frode, falso in bilancio, truffa contabile e corruzione anche se i suoi avvocati sostengono che non sia mai stato ufficialmente condannato, ma che in realtà non è vero, in quanto le suddette condanne sono sparite grazie alla decorrenza dei termini che le ha mandate in prescrizione o perchè Berlusconi ha cambiato la legge a suo piacimento.
Il terzo motivo secondo il giornale è il peggiore, in quanto riguarda il totale disinteresse del premier nei confronti della condizione economica del paese, in quanto non è stato in grado in tutti questi anni di sanare il debito pubblico, forse perchè troppo occupato a pensare ai propri guai giudiziari e al modo di uscirne illeso.
Ora vogliamo porre una domanda a tutti i lettori: ma dovevano accorgersene gli inglesi?
E’ necessario a fronte di ciò, domenica 12 e lunedì 13 giugno recarsi a seggi ed abrogare la legge riguardante il legittimo impedimento, almeno per dimostrare all’Europa che gli italiani sono stanchi di questa politica autoreferenziata e privilegiata anche di fronte alla legge.

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