Sanità regione Lazio Il piano di rientro del commissario Bondi

di G.V. Commenta

Il commissario alla Sanità per la regione Lazio, Enrico Bondi, presenta ai direttori sanitati delle aziende ospedaliere sanitarie il suo piano di rientro dopo anni di malagestione.

L’attuale commissario ad acta per la Sanità della regione Lazio Enrico Bondi, nominato dal consiglio dei Ministri su proposta di Balduzzi e Grilli durante il periodo degli scandali in regione, ha presentato un piano di rientro economico ai direttori generali delle aziende sanitarie del Lazio con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio tra il 2014 e 2015. In ogni caso il piano dovrà essere valutato dal prossimo governo che si insedierà alla guida della regione Lazio.

In pratica il piano proposto da Bondi prevede un taglio di circa mille posti letto, sopratutto negli ospedali di Roma ma anche l’impegno di rilanciare le cure sul tutto il territorio regionale con circa 2.500 posti (residenziali e semi-residenziali) che dovrebbero essere attivi nel 2015 e destinati a non autosufficienti, anziani, disabili e a paziendi in condizioni terminali.

Si vorrebbe attuare questo piano operativo già nei primi mesi del 2013, infatti accelerando i tempi nei prossimi giorni sarà presentato alle parti sociali e sottoposto alla valutazione del tavolo di verifica dei ministri della salute ed economia. In una nota da palazzo Chigi si legge che il piano ha buone prospettive per il raggiungimento degli obiettivi fissati.

Gli ospedali romani che subiranno maggiori tagli, in alcuni casi con la chiusura di alcuni reparti dovrebbero essere il San Filippo Neri, Sant’Eugenio e Santo Spirito. Quindi in sostanza avremo meno posti letto ordinari negli ospedali romani ma più posti di residenzialità e semiresidenzialità, sono previsti ben 2500 posti da mettere a disposizione delle persone più in difficoltà come anziani, disabili, pazienti terminali e oncologici. Altri 3500 posti invece saranno attivati entro il 2015. Investimenti ci saranno anche per i presidi di pronto soccorso e l’assistenza domiciliare.

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