Primo maggio scontro politico sui negozi aperti

di Elena Botta Commenta

Il primo a dare il là alla polemica è stato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi che ha dichiarato che le attività commerciali che si trovano all’interno del centro storico cittadino avranno la facoltà di scegliere se tenere aperto domenica 1 maggio o lasciare le serrande abbassate; successivamente si è aggiunto il comune di Milano che ha deciso di firmare la deroga all’obbligo di chiusura che permette ai commercianti di scegliere se lavorare durante la festa dei lavoratori oppure no.
I sindacati però hanno criticato aspramente la decisione delle giunte comunali che hanno deciso di permettere l’apertura dei negozi in una giornata di sacrosanta festa, oltretutto dei lavoratori.



Ma il sindaco di Firenze a cui fanno eco sia l’assessore alle Attività produttive di Milano, Giovanni Terzi, che quello della capitale, hanno commentato la scelta non come un’imposizione o una violazione del diritto di godere di una festività, ma anzi, al contrario di permettere un servizio ai cittadini ed ai turisti risollevando al contempo l’economia e dando delle possibilità in più permettere a coloro che sono in crisi di risollevarsi.
il segretario generale della CGIL, Susanna Camusso ha commentato la scelta del sindaco di Firenze soltanto come un gesto per farsi pubblicità, ma priva di buonsenso.
Gianni Alemanno, sindaco di Roma, ha deciso di seguire le orme di Renzi anche perchè il primo maggio è il giorno in cui si celebra la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II.

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