Codice di autoregolamentazione internet in Italia

di Alessandro Bombardieri Commenta

Scorza ha voluto sottolineare come la proposta del governo rappresenti una curiosa forma di autoregolamentazione...

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Poche ore fa è stata presentata la bozza finale del cosiddetto “Codice di autodisciplina a tutela della dignità della persona sulla rete Internet”, e già molti esperti ed operatori della rete iniziano a domandarsi molte cose…

Punto Informatico ha intervistato l’avvocato Guido Scorza, nonché presidente dell’Istituto per le politiche dell’Innovazione.

Scorza ha voluto sottolineare come la proposta del governo rappresenti una curiosa forma di autoregolamentazione infatti la bozza è stata prima predisposta da due ministri della Repubblica e poi presentata agli operatori.

Si tratta quindi di un autoregolamentazione che arriva dall’alto senza aver coinvolto gli ISP che sono i diretti interessati nella questione, al pari dei cittadini che navigano su internet.

Non si è mai vista una cosa del genere, dove non sono state sentite nemmeno le associazioni a tutela dei consumatori.

Il codice prevede che gli ISP rimuovano i contenuti ritenuti lesivi della dignità della persona, sebbene non sia stato reso noto alcun criterio.

La domanda che si fanno Scorza e molti altri è come sia possibile non aver coinvolto il Parlamento nella stesura di un codice che va a mettere le mani in una libertà costituzionalmente garantita.

Come ricordato da Scorza, in un ordinamento democratico è illecito solo ciò che contrasta con una norma di legge e, salvo la possibilità di far ricorso a provvedimenti cautelari e provvisori, a stabilire se un comportamento non è conforme alla legge può essere solo un giudice.

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