Ddl sul biotestamento cosa prevede

di Elena Botta Commenta

La discussione in Parlamento che legiferi il biotestamento è slittata al prossimo 18 maggio ed è necessario fare chiarezza su ciò che chiedono i credenti da una parte ed i laici dall'altra

La discussione in Parlamento che legiferi il biotestamento è slittata al prossimo 18 maggio ed è necessario fare chiarezza su ciò che chiedono i credenti da una parte ed i laici dall’altra.
Il testo presentato da Calabrò va ad ampliare quello del 26 marzo del 2009 e che non prevede che i pazienti possano lasciare scritte le loro volontà anticipatamente.
Il decreto legge prevede quindi che l’alimentazione e l’idratazione artificiali debbano essere somministrate e non fanno parte delle dichiarazioni anticipate di trattamento e potranno essere sospese soltanto in casi eccezionali, ossia quando non dovessero risultare più efficaci nel fornire i fattori nutrizionali necessari.



Questo principalmente perchè non vengono considerate terapie ma soltanto una forma di sostegno necessaria; la proposta di legge non si rivolge soltanto a pazienti in stato vegetativo, ma anche per coloro che si trovano “nell’incapacità permanente di comprendere le informazioni circa il trattamento sanitario.
Ignazio Marino invece propone una legge composta da un unico articolo in cui si discute della possibilità di rilasciare una dichiarazione anticipata di trattamento con la quale una persona possa lasciare indicazioni in merito alle terapie nel momento nell’eventualità in cui non sia più in possesso delle proprie facoltà di intendere e di volere.
Questo permette al medico di mantenere la propria libertà di giudizio e decidere se continuare le terapie o sospenderle evitando così l’accanimento terapeutico.

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