Continuiamo a parlare di energia nucleare, anche dopo l’esito dei recenti referendum e dopo che sia la Germania che la Francia hanno detto no a questo tipo di energia, dandosi un tempo massimo per sostituirla con energie alternative, non pericolose e non inquinanti, perchè oggi è emersa un’inquietante inchiesta sulle centrali nucleari degli Stati Uniti.



Un ricerca promossa dalla Associated press in collaborazione con la Nuclear Regulatory Commission (NRC), l’agenzia Usa di sicurezza nucleare ha dimostrato che le centrali nucleari che sono state costruite tra gli anni Sessanta e Settanta stanno letteralmente cadendo a pezzi.
C’è anche da sottolineare il fatto che, oltre alla mal conservazione delle centrali, pesa anche il rischio di possibilità che si verifichino catastrofi ambientali; tanto per fare un esempio, in questi giorni, a causa delle forti piogge, il fiume Missouri è in piena e c’è il reale rischio che possa esondare in Nebraska, alluvionando due centrali nucleari.
Queste centrali hanno delle perdite di trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno e hanno anche delle perdite nelle tubature dovute alla ruggine e, anche se il Governo e le centrali abbiano raggiunto un accordo per monitorare queste falle, negli anni sono diventate sempre più frequenti e sempre più pericolose.
A quanto emerge da quest’inchiesta, in almeno 37 centrali si sarebbe riscontrata la presenza del trizio in quantità superiore di centinaia di volte ai limiti stabiliti dalle leggi federali; nella maggior parte dei casi, si tratterebbe di perdite limitate circoscritte all’impianto, ma in alcuni casi sono arrivate anche oltre i suoi confini.
Sembra anche che le fughe, a volte, possono rimanere nascoste per diversi anni poichè molte delle tubature, o dei serbatoi danneggiati, vengono chiusi alla bell’e meglio e le acque o i campioni di suolo contaminati vengono rimossi.

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