Crisi del gas e le rassicurazioni del Governo

di Giuseppe Aymerich Commenta

Le forniture di gas naturale provenienti dalla Siberia assumono un ruolo basilare nei sistemi di riscaldamento di mezza Europa..

gasdotto ucraina

La difficile situazione dei rifornimenti di gas verso l’Europa occidentale, che vede contrapposti le società fornitrici di gas di Russia e Ucraina (spalleggiate dai rispettivi governi) esattamente come negli anni passati, gela – non solo metaforicamente – le aspettative dei cittadini europei.

Le forniture di gas naturale provenienti dalla Siberia assumono un ruolo basilare nei sistemi di riscaldamento di mezza Europa, e la chiusura improvvisa dei gasdotti che ci collegano con l’Est può portare a conseguenze drammatiche, anche e soprattutto per il nostro Paese.

Il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola prova a smorzare i toni. Secondo Scajola, infatti, l’Italia è meglio attrezzata del passato per fronteggiare crisi energetiche di questa portata, e in particolare il nostro Paese detiene scorte strategiche per circa due mesi di autosufficienza, adeguate per superare la fase più critica dei mesi invernali.


Le esperienze delle passate crisi, dunque, sono servite a qualcosa, anche se Scajola condanna duramente il nostro sistema complessivo di approvvigionamento energetico, che porta l’Italia a rifornirsi per circa l’85% da Paesi stranieri (circa il 30% da Russia e Ucraina), mentre esistono enormi giacimenti italiani, soprattutto nel mare Adriatico, che non sono mai stati sfruttati.
Ma soprattutto, il ministro stigmatizza la “scelta folle” del 1987, quando gli italiani decisero con un referendum di chiudere tutte le nostre centrali atomiche. È per questo, sostiene Scajola, che “paghiamo il 30 per cento in più degli altri europei”.


E il ministro apre anche un altro fronte: lo stesso approvvigionamento energetico di natura idroelettrica in Italia è sottoutilizzato a causa dello shock collettivo provocato dalla tragedia del Vajont. Anche in questo settore, dunque, occorrerebbe sfruttare molto di più le potenzialità del nostro Paese.

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