Le tre indagini che incastrano la Lega Nord

di Vito Verna Commenta

Elenchiamo dunque le gravissime accuse delle quali sarebbe stato in questi giorni imputato Francesco Belsito nonché i luoghi d'Italia nei quali sarebbero oggi condotte le inchieste dei magistrati.

Le tre indagini che incastrano la Lega Nord

Tiene ancora banco, e ancora per molto tempo continuerà a farlo, l’arresto dell’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, genovese di nascita ma padano di vocazione ed adozione, cui sarebbero seguite, dopo le prime conferme della magistratura, le dimissioni del leader storico della Lega Nord, Umberto Bossi, che da oltre 20 anni starebbe tenendo le fila del proprio partito nonché, grazie al condizionato appoggio di Silvio Berlusconi (del quale in più occasioni avrebbe deciso le sorti), dell’Italia intera.

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La confusione sugli eventi, com’è comprensibile a causa del loro rapido susseguirsi senza alcuna soluzione di continuità, starebbe crescendo senza posa in tutti gli italiani che, in questi giorni, si starebbero interrogando, a volte senza trovare risposta, sugli illeciti compiuti da Belsito non solamente ai danni della Lega Nord bensi anche, e soprattutto, ai danni dell’Italia a causa dell’utilizzo improprio dei rimborsi elettorali.

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Elenchiamo dunque, allo scopo di fare chiarezza, le gravissime accuse delle quali sarebbe stato in questi giorni imputato Francesco Belsito nonché i luoghi d’Italia nei quali sarebbero oggi condotte le inchieste dei magistrati.

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REATO DI APPROPRIAZIONE INDEBITA AGGRAVATA – MILANO

I magistrati di Milano, grazie alla ricostruzione di alcune sospette transazioni finanziarie tra Francesco Belsito ed alcuni altri importanti uomini d’affari vicini alla Lega Nord, quali Stefano Bonet e Paolo Scala, sarebbero riusciti ad individuare una serie di investimenti, portati avanti soprattutto in Tanzania e a Ciprio, effettuati con alcune importanti risorse finanziarie indebitamente sottratte alla Lega Nord.

REATO DI TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELLO STATO – MILANO E GENOVA

Le procure di Milano e di Genova, in seguito alle minuziose perquisizioni della Guardia di Finanza presso gli uffici della Lega Nord a Milano e l’abitazione privata di Francesco Belsito a Genova, sarebbero inconfutabilmente riuscite a dimostrare, grazie al rinvenimento di talune sospette fatture, come il tesoriere della Lega Nord abbia illecitamente utilizzato i rimborsi elettorali per scopi propri e, in particolare, per finanziarie alcune delle particolarissime operazioni industriali condotte dal colosso aziendale SIRAM.

REATO DI RICICLAGGIO E DI CONCORSO ESTERNO IN ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO – REGGIO CALABRIA E NAPOLI

Codeste inchieste, ancora alle primissime fasi preliminari e, dunque, ancora riguardanti semplici e non comprovati sospetti, ipotizzerebbero un collegamento tra Francesco Belsito, Stefano Bonet e Paolo Scala ed alcuni importanti esponenti mafiosi napoletani e calabresi, allo scopo di perseguire il reato di riciclaggio.

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