Occupazione cinese in Tibet
Pubblicato da: Verna Vito
Negli ultimi 15 giorni, come informano da Lhasa, le proteste tibetane contro l’occupazione cinese si sarebbero intensificate e ben 2 monaci, un uomo ed una donna, si sarebbero dati fuoco trovando la morte.
Simili atti drammatici, purtroppo, sono ormai in continua espansione e, infatti, soltanto nel 2011 sarebbero ben 5 i monaci morti a seguito del gesto simbolico di darsi fuoco, mentre altri 5 sarebbero stati salvati in extremis.
► MONACO TIBETANO BRUCIATO VIVO
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Nuclear abolition day 25 giugno 2011
Pubblicato da: Elena Botta
Domani, sabato 25 giugno sarà il nuclear abolition day, una giornata mondiale dedicata alla promozione di un trattato internazionale per l’abolizione delle armi nucleari; la prima giornata mondiale si è tenuta il 5 giugno 2010 in concomitanza con la Conferenza di Revisione del Trattato di Non Proliferazione.
I capi di stato di
Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia e Cina dallo scorso anno stanno cercando un accordo per riuscire ad effettuare il
processo di disarmo nucleare che è iniziato verso la fine della Seconda Guerra Mondiale e si è incrementato durante la guerra fredda, quando sembrava che chi possedesse il maggior numero di ordigni nucleari, fosse in grado di comandare il mondo.
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Moratoria sulla pena di morte in Cina
Pubblicato da: Elena Botta
La clamorosa notizia risale a qualche giorno fa, ma le principali fonti di informazione italiane non ne hanno parlato e la cosa pare essere molto strana.
In Cina, la scorsa settimana la Suprema corte del popolo cinese, che è la massima figura istituzionale del paese, ha richiesto a tutti i tribunali di applicare una
moratoria di due anni alle esecuzioni che prevedono la pena di morte.
E secondo l’agenzia di stampa Nuova Cina, che ha dato la notizia,
l’applicazione della pena di morte verrà applicata soltanto ad uno sparuto gruppo di criminali che hanno commesso reati estremamente gravi.
Questa moratoria in realtà rappresenta un secondo emendamento che è stato apportato al codice civile cinese, che è entrato in vigore lo scorso febbraio, quando il legislatore aveva deciso di ridurre i reati punibili con la pena capitale da 55 a 13 ed eliminandola nel caso di reati finanziari o non violenti.
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Google censura e blocco anche in Russia?
Pubblicato da: Alessandro Bombardieri
Il prossimo ostacolo per
Google potrebbe essere rappresentato dalla Russia, come scrive
Evgeny Morozov sul magazine Foreign Policy, citando una notizia della testata giornalistica russa RBK Daily.
Stando a quanto scritto da RBK Daily, il governo russo con a capo Dmitri Medvedev avrebbe intenzione di investire la cifra di 100 milioni di dollari per portare avanti la creazione di un nuovo motore di ricerca, in modo da filtrare i contenuti scomodi e togliere così utenza a Google Search, che anche in Russia conta un buon mercato.
Ad oggi Google in Russia viene usato dal 21,9% degli Internauti, anche se il search engine più sfruttato rimane il russo Yandex, con il 62,8% di utenti.
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