Legge Sarkozy Hadopi primi risultati

di Alessandro Bombardieri Commenta

Anzi, il traffico dati generato dallo streaming e dal download illegale di contenuti protetti da copyright è aumentato del 3%.

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La Legge Sarkozy sulla condivisione di file attraverso le reti P2P sta facendo molto discutere ultimamente, ed iniziano ad arrivare anche i primi dati su come gli utenti pirati si stanno muovendo.

La legge Hadopi voluta fortemente dal presidente francese, non sta dando molti frutti come previsto inizialmente, ma vediamo perchè.

Uno studio portato avanti da tre ricercatori (Sylvain Dejean, Thierry Pénard e Raphaël Suire) dell’Università di Rennes, in Bretagna, ha coinvolto 2.000 internauti transalpini, con risultati poco invitanti.

La ricerca divide i netizens in tre categorie: Hadopi, cioè gli utenti che usano i servizi P2P che rientrano nel campo di applicazione della nuova legge, i pirati non-Hadopi, cioè gli utenti che si affidano a siti internet e i non pirati, ossia gli utenti che non scaricano materiale illegalmente.

Stando allo studio solo 15% dei pirati Hadopi non usa più i canali P2P: invece di The Pirate Bay ora vengono usati siti di file sharing, come RapidShare e Megaupload, siti di streaming e download diretto di contenuti digitali.

I pirati non Hadopi sono aumentati del 27%, perciò la pirateria non è stata interrotta, ma è solo stata modificata. Anzi, il traffico dati generato dallo streaming e dal download illegale di contenuti protetti da copyright è aumentato del 3%.

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