Rai e la Crisi del Servizio Pubblico

di afunelli Commenta

la crisi non risparmia neanche la Rai, il servizio pubblico televisivo verso la rinuncia a 90° minuto, intanto gli ascolti del Tg1 continuano a sprofondare

Una volta veniva chiamato “servizio pubblico”.
Adesso il consiglio di amministrazione di Viale Mazzini dovrà decidere se rinunciare al calcio, e mandare in pensione, dopo più di 40 anni, lo storico appuntamento con 90° minuto, la trasmissione che per anni ha portato il calcio nelle case degli italiani attraverso i volti noti, e amatissimi di Paolo Valenti e dei cronisti che hanno segnato un’epoca.


Purtroppo in tempo di crisi, e con gli ascolti che continuano a calare, la Rai ha fatto un’offerta al ribasso per i diritti in chiaro dal 2012, l’obiettivo del cda dovrebbe essere quello di spacchettare l’offerta, in modo da salvare almeno i diritti per la Domenica Sportiva e la Giostra del Gol (in onda su Rai International).

DIRITTI TV LEGA CALCIO

Un altro argomento “scottante” che non può essere ignorato ancora a lungo è il vero e proprio “tracollo” del TG1, il telegiornale della rete ammiraglia della Rai, da sempre punto di riferimento dell’informazione televisiva per gli italiani, che ha visto in questi ultimi anni, da quando la direzione è passata ad Augusto Minzolini, una lenta ed inesorabile emorragia di telespettatori.
Basta dare un’occhiata ai dati Auditel per comprendere la portata della crisi, infatti l’edizione di punta del telegiornale, quella delle ore 20 è passata da uno share del 31,7% (direttore Gianni Riotta) di giugno 2008 al 16% di questi ultimi giorni (superato dal Tg5 e anche dal Tg3) perdendo quasi 4 milioni di telespettatori.
Il comitato di redazione del Tg1 da mesi richiama l’attenzione sulla situazione ritenuta gravissima.
Molte polemiche sono scaturite per l’uso frequente fatto dal direttore degli editoriali, sempre a sfondo politico e sempre a sostegno del Governo dell’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, infatti nel 2010 il Tg1 è stato anche diffidato da parte dell’AgCom a causa del “forte squilibrio” nel riportare le notizie.

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Non sono mancati inoltre forti contrasti interni alla redazione che hanno visto prima le dimissioni della giornalista Maria Luisa Busi,e in seguito la rimozione di altri 3 giornalisti (tiziana Ferrario, Paolo di Giannantonio e Piero Damosso) dalla conduzione del telegiornale.
Come se tutto questo non bastasse, a giorni il giudice per le udienze preliminari dovrà decidere sull’autorizzazione a procedere proprio nei confronti di Augusto Minzolini accusato di avere speso 65 mila euro di denaro pubblico (con la sua carta di credito aziendale) per spese personali.

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