Monti: rischio Maroni in Lombardia

Ieri pomeriggio è cominciata la nuova, e ultima, fase della campagna elettorale di Mario Monti, La svolta Monti. Il premier dimissionario ha incontrato i giovani al teatro Parenti di Milano nel primo pomeriggio strappando applausi alla propria platea. Il professore non ha alzato più di tanto i toni della propaganda a meno di due settimane dall’apertura dei seggi elettorali, ma piuttosto ha preferito ribadire i concetti chiave del suo modus operandi.

Monti a 14 giorni dal voto

Il premier dimissionario Mario Monti ha scelto una linea operativa differente rispetto ai suoi avversari politici: in effetti è abitudine tutta italiana, ma non solo italiana a dire il vero, alzare i toni all’avvicinarsi delle elezioni gettando fango sugli avversari. Monti non risparmia critiche né a Berlusconi né a Monti, eppure si tira da fuori dai duelli uno contro uno tipici di queste settimane e tipici dei suo avversari. E, con questa scelta di campo, prova a ribadire la propria diversità rispetto a chi fa politica da tanti anni, troppi secondo la sua ottica. Ed ancora, cavalca l’onda della diversità rispetto a Pd e a Pdl abolendo slogan e promesse elettorali (leggi anche: La restituzione dell’Imu agli italiani) e parlando solo di contenuti: sostegno alle imprese, riduzione della spesa pubblica, miglioramento del sistema dell’istruzione e occupazione giovanile.

Il rischio Maroni in Lombardia

Il problema principale per il premier Monti in questi ultimi giorni di campagna elettorale ha la faccia di Roberto Maroni e l’ombra del voto disgiunto. A conti fatti la principale preoccupazione è rappresentata da quella fascia di elettori pronti al voto disgiunto e, quindi, ad assicurare in tutti i casi la propria preferenza a Maroni in Lombardia. E questo è un rischio che il professore e i montiani tutti reputano troppo grande. E’ per questo che Monti, nell’occasione, abbandona la sua diversità comportamentale propugnata a più riprese per fare uno spot elettorale apertis verbis: l’indirizzo di voto per i montiani in Lombardia risponde al nome di Gabriele Alberini.

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