Fini: da Mirabello nuovo strappo

La domenica è di Fini. Il leader di Futuro e libertà, corrente del Pdl ha parlato ieri a Mirabello, Ferrara, dal palco della festa del nuovo soggetto politico che presiede. Il suo intervento, recitato in casa, di fronte ai fedelissimi che stanno seguendo le sue scelte politiche era molto atteso.



E ancora una volta l’esponente di centro destra ha portato elementi di critica verso il Partito delle libertà: “Ci chiedono di rientrare – ha detto – ma non si può rientrare in un partito che non c’è più, e quindi si va avanti senza farsi intimidire“.

Il Pdl – ha anche aggiunto – così come l’avevamo concepito, è finito il 29 di luglio. E non perché qualcuno se ne sia andato, ma perché è venuto meno all’interno il confronto di idee che è il sale delle democrazia”. Fini che ha anche defiito il Pdl, il “partito del predellino“, portando un attacco durissimo al leader del governo Silvio Berlusconi e alle sue scelte di conduzione ma ribadendo comunque la linea del “noi non usciamo“.

Si va avanti – ha detto – senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo e senza dare agli elettori la sensazione che si siano raccolti voti per portarli altrove, ma rifiutando ciò che nel programma di governo non c’era e che invece sembra diventato un’emergenza“. Immediate le reazioni dall’opposizione: “Il premier – ha affermato Pier Ferdinando Casini, Udc – dovrebbe prendere atto che la maggioranza è al capolinea“; considerazioni riprese per il Pd da Dario Franceschini: “Parole di Fini una svolta: ora dobbiamo prepararci, perché il voto è vicino“.

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