Riforma della giustizia approvata dal Consiglio dei Ministri

Ieri il Consiglio dei Ministri ha approvato il ddl costituzionale di riforma della Giustizia all’unanimità. Dopo il via libera, lo stesso CdM ha salutato la nuova riforma con un applauso verso il Guardasigilli, Angelino Alfano.

Dal momento che stiamo parlando di una riforma costituzionale, dovrà venir approvata due volte dai due rami del Parlamento.

Se ci sarà il consenso di almeno due terzi dei parlamentari la riforma entrerà subito in vigore, altrimenti ci sarà un referendum confermativo tra i cittadini.

Alfano ha riassunto la legge in un sistema che prevede il giudice in alto, con il pm e il cittadino allo stesso livello.

Questo stesso concetto è stato ribadito anche da Berlusconi, che lo ha illustrato al pubblico con un disegno di una bilancia, dove ora il giudice sta sul perno centrale e i due piatti sono equilibrati con il pm da una parte e la difesa dall’altra.

Secondo Alfano non esiste nessun motivo perchè i magistrati indicano scioperi e mobilitazioni contro la riforma, in quanto non è punitiva nei loro confronti.

Il premier ha definito la riforma come epocale: era dal 1994, dalla sua discesa in campo, che Berlusconi aveva questa riforma come obiettivo.

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