Mario Monti insiste sul decreto liberalizzazioni

La visita statunitense del Presidente del Consiglio Mario Monti, come ci si poteva attendere, è stata delle più soddisfacenti degli ultimi anni e, grazie agli elogi ricevuti oltreoceano, in particolare dal Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, il Premier sarebbe tornato in patria più determinato che mai.

Nessuna speranza, dunque, per quanti in questi mesi abbiano protestato, quotidianamente, contro le decisioni assunte, anche a causa degli impegni presi con i partners europei più importanti, in tema di liberalizzazioni e di riforma del mercato del lavoro.

In merito al secondo punto, intervistato dalla CNBC, una delle principali reti televisive statunitensi, Mario Monti avrebbe confermato, con parole più sfumate di quelle del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, che il Governo avrebbe tutte le intenzioni di proseguire con o senza l’approvazione delle forze sindacali.

In merito al primo punto, invece, non avrebbe vacillato neppure di fronte agli oltre 1.400 emendamenti presentati sia dalle forze di maggioranza, quali il Partito Democratico, il Popolo delle Libertà e il Terzo Polo, sia da quelle di minoranza, quali la Lega Nord e l’Italia dei Valori, per cercare di modificare, così da renderlo il meno invadente possibile, il decreto liberalizzazioni.

Infine, intervistato sulla situazione economico-finanziaria europea, avrebbe confermato sia la solidità italiana che dei principali Paesi europei, sia la possibile salvezza della Grecia, obiettivo di fondamentale importanza per le sorti dell’euro e dell’economia globale.

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