Il mondo si prepara alla fine dell’euro

di Gianni Puglisi Commenta

Le più importanti banche europee e mondiali stanno riducendo l'esposizione nei confronti degli strumenti scambiati in euro convinti che molti Paesi europei lasceranno l'eurozona.

Il Governo Monti, insediatosi a Palazzo Chigi solamente da 2 settimane, appare già, se confrontato con l’ultimo anno del IV guidato da Silvio Berlusconi, decisamente più solido e più convincente, avendo, per esempio, presentato un programma politico, degno di questo nome, che del consolidamento fiscale, delle misure relative alla crescita e di una più diffusa equità sociale, come ricordato più volte anche da Olli Rehn, attuale vicepresidente della Commissione dell’Unione Europea con delega agli Affari Economici e Monetari, fa i propri punti cardine per rilanciare l’Italia e, congiuntamente, il ruolo dell’Italia in Europa e nel mondo.

Attestati di stima, proprio per questi motivi, ne sono giunti moltissimi e, nonostante la figura barbina dell’ex Premier Silvio Berlusconi, che a suo tempo affermò come Barack Obama, neo eletto Presidente degli Stati Uniti d’America, fosse adatto a governare poiché carino e abbronzato, anche gli USA hanno confermato la propria solidarietà a questo interessante Governo Monti.

GOVERNO MONTI INCASSA LA FIDUCIA DI BARACK OBAMA

Eppure, secondo le principali e più importanti banche europee e statunitensi, ovverosia quegli istituti di credito che fungono da riferimento globale all’interno dello sconquassato sistema finanziario mondiale, l’euro è prossimo al fallimento o, per meglio dire, il fallimento dell’euro e la conseguente disgregazione economico-monetario-finanziaria dell’Europa è più imminente di quanto creduto.

IL DESTINO DELL’EURO

Secondo Merril Lynch, Citigroup, Barclays, Royal Bank of Scotland e molto altre, infatti, quest’evenienza è così poco remota che hanno, stanno, gradualmente, cominciando a ridurre la propria esposizione verso l’euro e, caso fra i più eclatanti, il colosso tedesco del turismo, il famoso TUI, ha rinegoziato tutti i propri contratti con la Grecia in Dracme, tanto si ritiene sicuro che il paese ellenico tornerà alla moneta utilizzata precedentemente all’euro.

GIORNATA NERA PER LE BORSE EUROPEE

A chiederlo, però, non sono solo i board dirigenziali, intenzionati a non crollare insieme all’Europa, bensì ogni singolo investitore, ogni azionista, ogni cliente, ogni consumatore.

Le più recenti statistiche in merito, infatti, tendono a precisare come 1 risparmiatore ogni 20 sia fermamente convinto del fatto che, entro la fine del 2013, tutti i Paesi europei periferici abbandoneranno l’euro.