La delusione dei conti dormienti

Doccia fredda davvero inaspettata e dolorosa, quella che sembra sul punto di abbattersi sul ministero dell’Economia e sul suo titolare Giulio Tremonti.

Entro il 16 dicembre prossimo, infatti, dovrebbero affluire nelle casse del ministero le risorse provenienti dai famigerati conti dormienti, ossia tutti quei depositi a risparmio e quei conti correnti bancari e postali non movimentati in alcun modo dai legittimi titolari negli ultimi dieci anni.

Le previsioni fatte a suo tempo dal ministero parlavano di cifre da capogiro, che si aggiravano ai dieci miliardi di euro.


Un toccasana improvviso per le nostre disastrate finanze, e destinate sulla carta a finanziare numerosi e importanti capitoli di spesa.

Il ricavato, infatti, doveva servire ad alimentare un fondo destinato a ripagare le vittime dei crack di Parmalat e Cirio, doveva contribuire al finanziamento della social card, doveva consentire al ministero della Funzione Pubblica di stabilizzare un numero notevole di precari.

E invece, le nuove stime parlando di valori nettamente più bassi, presumibilmente inferiore ai due miliardi di euro. Non sono ancora le cifre definitive, ma è ben difficile che il valore finale sia troppo diverso.


La causa di questa doccia fredda è certo nell’improvviso risveglio di moltissimi di questi conti: per legge, le banche e gli uffici postali dovevano informare i titolari dei conti dormienti della situazione, invitandoli entro sei mesi ad effettuare anche un solo movimento, di qualsiasi tipo.

Evidentemente la maggior parte dei cittadini non se l’è fatto ripetere due volte, e il risultato è che Tremonti ora dovrà inventarsi qualcosa per coprire il buco inaspettato.

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