La Chiesa Cattolica pagherà l’ICI

di Gianni Puglisi Commenta

La Chiesa Cattolica comincerà a pagare l'ICI sui propri edifici non esclusivamente dedicati al culto.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti avrebbe deciso di presentare al Parlamento Italiano, come comunicato mezzo lettera al vicepresidente della Commissione europea Joaquin Almunia, un emendamento al pacchetto di leggi cosiddetto salva-Italia, relativamente alla normativa IMU introdotta nell’ambito della più vasta riforma del catasto del Governo Monti, che chiarisca, definitivamente, la questione della secolare esenzione ICI a favore della Chiesa Cattolica.

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La decisione del Premier Monti di tornare sull’argomento, oltre alle polemiche scatenate da quella che poteva ritenersi essere quale una vera e propria eccezione alla drastica politica dei sacrifici dell’attuale esecutivo tecnico, è da attribuirsi, senza dubbio alcuno, alla possibilità che l’esposto sull’indebito aiuto di Stato concesso alla Chiesa Cattolica grazie all’esenzione ICI, esposto presentato nel 2010 dai Radicali alla Commissione Europea, trovi accoglimento e costringa la Repubblica Italiana alla repentina ed improvvisa assunzione di posizioni non gradite.

Se e quando l’emendamento dovesse trovare accoglimento in Parlamento, dunque, la Chiesa Cattolica potrebbe doversi ritrovare a pagare l’ICI su ognuno degli oltre 100.000 immobili (seconde le preliminari stime non ufficiali del Ministero dell’Economia e delle Finanze) disseminati su tutto il territorio italiano.

Le uniche eccezioni alla futura normativa, naturalmente, saranno rappresentate dagli edifici le cui attività siano esclusivamente o prevalentemente (secondo quanto stabilirà l’Agenzia delle Entrate) non commerciali.

Ancora nessuna decisione sarebbe stata presa, invece, per quanto riguarderebbe gli arretrati, dovuti dalla Chiesa Cattolica sin dal 2005 (sempre in riferimento al succitato esposto alla Commissione Europea), che ammonterebbero, stando alle ipotesi prudenziali elaborate a Palazzo Chigi, a circa 200 milioni di euro l’anno per un totale, sino al 2011, di circa 1 miliardo e 100 milioni di euro.