Giro di vite contro i graffitari

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Non è un tema di cui si parla spesso, ma recentemente è intervenuto lo stesso Presidente del Consiglio in persona..

Non è un tema di cui si parla spesso, ma recentemente è intervenuto lo stesso Presidente del Consiglio in persona a puntare l’indice contro i “writers” (o, più comunemente, i graffitari), ossia quei singoli o quelle bande che per hobby o per semplice vandalismo lasciano scritte e disegni di ogni genere sui muri delle nostre città, e talvolta anche sulle pareti degli edifici di maggior pregio storico e artistico.


Secondo le intenzioni di Berlusconi, il Parlamento dovrebbe approvare a breve termine una modifica radicale dell’articolo 639 del Codice Penale, che appunto disciplina tale ipotesi di illecito, aumentando pesantemente le sanzioni previste. Oggi, infatti, il codice prevede l’applicazione di multe più o meno rilevanti a seconda dell’entità del reato, ma la maggioranza è intenzionata ad introdurre addirittura l’ipotesi del carcere.

Diversi progetti di legge, presentati dal Popolo della Libertà e dall’UDC, sono attualmente allo studio dei due rami del Parlamento. Si prevede di aumentare la multa fino alla soglia dei cinquemila euro, e soprattutto di introdurre l’ipotesi di condannare i graffitari fino al massimo di due anni di reclusione.
L’ipotesi di inasprimento delle sanzioni e l’effetto-annuncio hanno un chiaro valore deterrente: si intende infatti dissuadere i writers (spesso giovanissimi) dal proseguire nelle loro azioni; fino ad ora, oltretutto, è stato molto raro veder condannare i responsabili di tali atti.


Resta da vedere, naturalmente, quali misure adottare per cogliere in flagranza di reato i graffitari: è infatti evidente che chi compie questo tipo di reato in genere necessita di soli pochi secondi per portarlo a termine, per poi dileguarsi.