Parte il nuovo governo, tra promesse e incertezze

 Con il voto di fiducia di ieri in Senato, è partito il nuovo governo. Il passaggio in Parlamento era chiaramente una formalità, ancora da completare, mentre non sarà una formalità governare, a partire dal programma economico.

I mercati hanno dimostrato fiducia, verso questo esecutivo, ma ora lo spread torna a salire. Il premier, nel suo discorso alle camere, ha insistito molto sul reddito di cittadinanza, sulla flat tax e sul discorso immigrazione.

Quali saranno i primi interventi

Mentre il premier parla oggi alla Camera, non sono ancora stati sciolti molti nodi, a partire dalle nomine. Vice ministri e sottosegretari infatti, sono per la maggior parte ancora da decidere. La prossima settimana dovrebbe essere quella decisiva, anche perché il neo-premier, questo week-end, sarà impegnato in Canada, dove è previsto il G7, e quindi il suo debutto internazionale.

Sul tavolo importantissime questioni commerciali, a partire dai dazi di Donald Trump, che colpiscono particolarmente l’Italia come quinto produttore di merci finite in acciaio.

Al rientro il premier dovrà cominciare a lavorare con la sua squadra a flat tax e reddito di cittadinanza. C’è già polemica nell’opposizione, che si è ricompattata, sulla flat tax e sulle coperture gli interventi.

Ma tutto a cominciare da lunedì, dopo il G7.

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